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GENAI

La GenAi come archetipo di scomposizione, ricomposizione e generazione

Attraverso un’analisi comparativa sistematica, (che ho voluto focalizzare sulla musica concreta di Pierre Schaeffer come paradigma teorico privilegiato perché in questi ultime settimane mi sono trovato, anche in questo caso in modo compulsivo, ad immergermi in quei suoni) ho provato a capire se le strategie di segmentazione, decontestualizzazione, attenzione selettiva e riassemblaggio precedano storicamente e anticipino concettualmente le logiche computazionali della Generative AI contemporanea e le possano avere in qualche modo, anche solo implicito, condizionate. Per quanto osservandola dal di fuori la GenAI appaia come una discontinuità radicale rispetto a tutto quello che abbiamo conosciuto ed usato sino ad oggi, sono convinto che la formalizzazione computazionale di intuizioni creative fondamentali che attraversano discipline e epoche, possano aprire prospettive inedite per una sorta teoria unificata della creatività generativa. Sotto il cofano delle GenAI con le quali oramai abbiamo ridefinito i confini della nostra quotidiana interrelazione digitale, ronza un motore basato su cosiddetto "meccanismo di attenzione" che utilizza Query, Key e Value per creare rappresentazioni contestuali dinamiche, processando simultaneamente tutti i token o lessemi di una sequenza (i.e. frase, periodo). I principi fondamentali che governano il funzionamento di questi meccanismi, segmentazione di materiali preesistenti, ricontestualizzazione, assemblaggio guidato da dinamiche di attenzione selettiva, e emergenza di nuovi significati, non sono esclusivi del dominio computazionale contemporaneo. Al contrario, seppure in forme diverse, si trovano in diverse pratiche creative e scientifiche consolidate, suggerendo l’esistenza di pattern universali di ricomposizione e generazione.